Doccia fredda anche sulle opere di compensazioni dopo il no al Lotto Zero I soldi non basteranno per fare il sottopasso alle Terme del Corallo ALESSANDRO GUARDUCCI
LIVORNO. I livornesi si mettano pure il cuore in pace: per gli spostamenti verso sud (e viceversa) dovranno continuare ancora a percorrere la vecchia e trafficatissima Aurelia che corre lungo la scogliera del Romito. Ma dopo quarant’anni il Lotto Zero è in lista d’attesa Tutto questo perché dopo quarant’anni di attesa, la Sat ha detto chiaro e tondo che non intende realizzare il Lotto Zero - cioè il percorso quasi interamente in galleria progettato per collegare Maroccone a Chioma - nell’ambito della Autostrada Tirrenica. Una vera e propria doccia fredda per i livornesi e per le istituzioni locali, anche se va detto che l’annuncio arrivato sabato scorso era stato preceduto da una serie di segnali poco confortanti che facevano prevedere questo finale amaro. Compensazioni sì ma ridimensionate Ma non è detto che questa sia l’unica delusione per Livorno. Anzi, pare proprio che in arrivo ce ne sia un’altra riguardante le così dette opere di compensazione: sembra infatti che la Sat sia disposta a riversare sul territorio livornese la stessa somma già messa disposizione per Piombino: 50 milioni di euro. Una cifra che permetterà di mettere in sicurezza il tratto cittadino della Variante Aurelia, ampliando la carreggiata nel tratto fra Stagno e Salviano, e di realizzare la nuova rotatoria allo svincolo di Montenero (utile anche per il collegamento con la viabilità del nuovo ospedale). Tutto qui: niente sottopasso in piazza Dante (quindi niente demolizione del cavalcafferovia delle Terme del Corallo) e niente riqualificazione dell’Aurelia lungo il Romito. Qualcuno potrà obiettare che 50 milioni di euro non comunque sono pochi. Verissimo, ma il Comune e la Provincia come spiegheranno politicamente questo continuo arretramento in termini di finanziamenti alle infrastrutture? Erano previste opere per 400 milioni di euro Non si può certo dimenticare che appena due anni fa erano previste per Livorno, nell’ambito della realizazzione della Tirrenica, opere per un totale di quasi 400 milioni di euro. Per chi non ha buona memoria, consigliamo di andare a riguardarsi cosa diceva l’ “Atto aggiuntivo all’intesa generale quadro tra Governo e Regione Toscana” firmato nel 2009. A pagina 155, nel capitolo intitolato “completamento Corridoio Tirrenico Autostrada Rosignano-Civitavecchia”, era scritto che «l’importo complessivo dell’opera è pari a 3.556,6 milioni di euro, comprendenti 231,5 milioni di euro per la realizzazione del Lotto 0 Maraccone-Chioma». inserito nella Tirrenica. Poi c’era il capitolo delle compensazioni. L’accordo tra Governo e Regione destinava alle opere riferite al “Lotto Zero Maroccone -Chioma” e alla realizzazione della “S.S. 398 - penetrazione porto di Piombino” complessivi 231,2 milioni di euro. Un contiunuo arretramento Gli enti locali reagiranno? Di quei 231,2 milioni, 148 erano destinati a Livorno (a titolo di compensazione per la mancata realizzazione della seconda canna della galleria Maroccone-Chioma), mentre il resto sarebbe andato a Piombino (bretella per il porto). Se si sommano i 231,5 milioni di euro per il Lotto Zero e i 148 per le opere connesse il totale era di 379,5 milioni di euro... Oggi invece Livorno si trova costretta a rinunciare al Lotto Zero e nella condizione di dover accettare 50 milioni di euro per le opere connesse. Un ridimensionamento notevole, che penalizzerà Livorno a livello infrastrutturale. Le istituzioni locali riusciranno a far sentire la propria voce con la Regione e il Governo e a far rispettare gli accordi sottoscritti ormai da tempo? Chissà... Ma se la Fi.Pi.Li diventerà a pagamento... La Sat, che ha visto venir meno il valore di subentro da parte dello Stato, ha predisposto un nuovo piano finanziario e messo a punto un nuovo progetto per contenere i costi: l’intervento è così sceso da 3,7 miliardi di euro a 2,2 miliardi. E in questo contesto, la cifra destinata al Lotto Zero è diventata troppo onerosa per Sat. Ma l’opera potrebbe rientrare nella programmazione di Sat seppur da una porta secondaria. Se riuscirà ad aggiudicarsi la concessione della Fi.Pi.Li - una volta trasformata in autostrada a pagamento - la Sat potrebbe trovare le risorse per realizzare a Livorno il Lotto Zero. Ma non si può escludere, anche in questo caso, l’istituzione del pedaggio. Dopo l’Authority, le infrastrutture Ma Livorno conta ancora qualcosa? GIANFRANCO LAMBERTI CONFRONTO PER LIVORNO
Abbiamo letto, a proposito della nomina del commissario per il porto, concertata al di là degli obblighi e delle consuetudini, di una forte sintonia tra le nostre istituzioni regionali e locali ed il ministro Matteoli. Un fatto positivo, se si trattasse solo di un commissariamento, assai meno se quel tavolo fosse servito già a decidere la presidenza della Autorithy. Lo vedremo presto. Ma quello che francamente meraviglia è come, in queste recenti ed intense occasioni di accordi interistituzionali, che riguardavano il nostro territorio, a partire dalla gestione della principale delle sue infrastrutture, non si sia fatta finalmente chiarezza ed acquisiti impegni definitivi sul Lotto Zero. Mica una cosa qualsiasi e meno rilevante di altri analoghi assunti in provincia e non solo. Intorno a quella previsione, infatti, si è costruito un progetto di città che, ovviamente, parte dalle previsioni infrastrutturali di accesso da sud a Livorno. Aree dove insiste anche la scelta del nuovo ospedale, a proposito della quale il Lotto Zero, annessi e connessi, è stato molto spesso citato per la sua rilevanza dalle stesse istituzioni locali e regionali. Mi sembra allora che questo tema non possa essere considerato marginale, oppure comodamente relegato alla lunga serie di orgogliosi appelli e fiere proteste, che lasciano il tempo che trovano senza alcuna conseguenza concreta. Nei prossimi giorni la giunta regionale sarà a Livorno, ci aspettiamo parole chiare e risolutive. A meno che, come dice lo stesso sindaco, il problema non sia proprio la nostra città, da qualsiasi parte la si veda. Il comportamento di Sat è scandaloso e il ministro Matteoli sta zitto ROSSI ALBERTO SEGRETARIO PROVINCIALE PSI
Il Partito Socialista considera l’atteggiamento della Sat sulla vicenda del Lotto Zero, semplicemente scandaloso. La Sat sta contravvenendo ad un preciso accordo fatto in conferenza unificata e presentato poi in Parlamento. Il Psi considera poi curioso che si affermi che mancano i soldi, considerando i ritmi con i quali aumentano i pedaggi dell’A12 è paradossale invocare la mancanza di risorse. Tutto questo ovviamente avviene nel silenzio (complice?) del ministro Matteoli, che non mette in atto nessuna azione concreta per smuovere la Sat da questa incredibile posizione. Stiamo valutando di proporre una class action contro Sat per gli aumenti ingiustificati delle tariffe che, per stessa ammissione dell’azienda, dovrebbe consentire di avere le risorse per la costruzione dell’Autostrada. Sarà bene che i cittadini sappiano che questo contraddice la logica dei project financing che prevede prima la costruzione dell’opera da parte dei privati e solo successivamente consentono a quei privati di poter gestire l’opera e con i ricavi rientrare dei costi sostenuti. Perché se i costi debbono essere scaricati sui cittadini prima di iniziare l’opera, allora tanto vale mettere una tassa di scopo e lasciare la costruzione dell’opera nelle mani pubbliche. Il Psi ritiene che sul Lotto Zero si sia giunti in una situazione tra il grottesco e il ridicolo che non può più essere considerata sostenibile. Chiediamo con forza che tutte le forze politiche provinciali (anche il PDL se se la sente di contravvenire agli ordini di scuderia...), ai sindaci e agli amministratori locali di assumere una serie di iniziative per spingere la Sat a mantenere i patti, o di bloccare i lavori per la realizzazione della nuova autostrada ed oltre, ancora più grave, di concedere la trasformazione della Fi-Pi-Li.
LA POLEMICA Sarà necessaria un’alternativa alla Fi.Pi.Li. a pagamento Andando a ritroso con la memoria, ricordiamo alcune dichiarazioni rilasciate da soggetti e attori della politica locale attraverso le quali si poteva comprendere a chiare lettere un concetto altrettanto cristallino per quanto concerne la progettualità del sistema viario toscano: sulle aree dove si trovavano già tratti di viabilità a pagamento come ad esempio i percorsi autostradali, sarebbero dovuti sorgere anche tracciati alternativi e gratuiti al fine di lasciare una possibilità di scelta democratica alla già peraltro economicamente tartassata utenza automobilistica. In tale ottica, visto che in passato il tratto che univa Livorno, Pisa e Firenze era già servito dalla storica autostrada “Firenze Mare”, gli amministratori regionali reputarono la viabilità ordinaria inadeguata per venire considerata una soluzione altrettanto valida rispetto al percorso a pagamento, dando vita al processo di nascita dell’attuale superstrada Fi-Pi-Li. Un’arteria viaria che, pur presentando una lunga lista di pecche e limitazioni di varia natura compresi alcuni errori in fase progettuale ed altrettanti allestimenti inadeguati lungo il procedimento di costruzione, vanta però anche pregi difficilmente pareggiabili. La Fi-PI-LI rimane infatti una strada diretta, scorrevole (pur a tratti) e sopratutto gratuita. Insomma, sino ad oggi ha rappresentato per gli automobilisti una scelta modesta ma pur sempre un’alternativa alla costosa autostrada. Per questo stupiscono in negativo le ben più recenti dichiarazioni d’intenti espresse dagli stessi amministratori che contraddicono il precedente credo: in un prossimo futuro infatti, anche la FI-PI-LI dovrebbe difatti presentare un pedaggio. Viene allora da chiedersi quale e se verrà scelto un percorso alternativo che continui a garantire la gratuità degli spostamenti lungo tale direttrice. Il primo pensiero va naturalmente al vecchio tracciato che prende le mosse dall’antica strada che diverge dalla storica Aurelia all’altezza di Camp Darby e costeggia il fiume Arnaccio. Tale ipotesi però ci appare da scartare, considerata l’infelice dislocazione (negli anni ci sono stati numerosi i sinistri), oltre ai cronici problemi di smaltimento idrico accusati in occasione di ogni minimo fenomeno di maltempo. Per legittimare quindi un pagamento praticamente “forzato’ di un pedaggio, occorre che il servizio offerto risulti allora degno del prezzo. Quanto costerà perciò agli automobilisti tale adeguamento a tre corsie della Fi-Pi-Li? L’Ac Livorno chiede che al più presto si faccia chiarezza anche sui minimi dettagli. Riccardo Heusch Presidente commissione traffico Aci Livorno |