Il Pd lancia l’allarme: «Preoccupa il costante calo di produzione» Sardi: ha ancora senso il Progetto Rosignano alla luce di questa crisi? ROSIGNANO. Preoccupazione per la riorganizzazione Solvay, per l’allarme lanciato dai sindacati e in genere per il disimpegno dell’azienda nei confronti della città, da parte di Enzo Sardi (coordinatore comunale Pd). Sardi che invita le aziende del Parco industriale a «chiarire al più presto quali strategie intendono intraprendere per rilanciare lo sviluppo industriale e creare nuova occupazione stabile e sostenibile». Sardi si dice preoccupato «da quanto dichiarato dai rappresentanti sindacali in merito alla riorganizzazione interna motivata col perdurare del forte calo di produzione del quale la marcia ridotta della sodiera è solo l’indicatore più evidente. In particolare ci preme evidenziare l’allarme lanciato dai sindacati riguardo al perdurare della progressiva riduzione delle spese per manutenzioni, con forti ricadute negative dal punto di vista occupazionale per le ditte locali. Questi elementi, sommati al disimpegno che la Solvay ha intrapreso nei confronti delle opere sociali come il teatro e il circolo ricreativo, aumentano la preoccupazione sul ruolo che la fabbrica intende avere nel promuovere lo sviluppo di questo territorio nei prossimi anni». «Come partito - prosegue Sardi - continuiamo a ritenere l’industria un motore importante della nostra economia locale che sempre di più deve mirare a un miglioramento delle condizioni ambientali e trovare nuovi equilibri affinché si possano consolidare e sviluppare altre culture economiche. Esprimiamo anche preoccupazione per il ruolo che in questo contesto può assumere il piano degli investimenti industriali contenuti nel Progetto Rosignano, con particolare riferimento a tutti i lavoratori coinvolti. Vogliamo capire se tale progetto, a fronte della crisi che investe le produzioni e alla luce di una revisione dei piani energetici, nel caso specifico dovuto a un netto calo dei consumi di gas, sia ancora un piano strategico o se non sia necessario pensare a forme alternative di sviluppo industriale che possano essere messe in campo nel più breve tempo possibile». |