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Severstal, conti in rosso ma Mordashov รจ fiducioso - La Nazione Piombino

Autore: Sara Giusti Data pubblicazione: 10/03/2010
 

 
Nel 2009 la perdita è stata di settecento milioni di euro
 
— PIOMBINO —
IN ROSSO i conti della Severstal per il 2009, ma il magnate russo Mordashov ha fiducia per quest’anno. Il gruppo siderurgico russo, dopo aver annunciato l’acquisto del 100% di Lucchini, ha reso noto di aver subito nel 2009 una perdita di 1 miliardo di dollari (poco più di 700 milioni di euro) a causa delle «condizioni di mercato molto difficili, soprattutto nella prima metà del 2009 – tuttavia - la ripresa permette di prendere in considerazione il 2010 con fiducia» sostiene Severstal. «Dato il nostro focus strategico sulle operazioni nell’acciaio integrate verticalmente — spiega Severstal — attualmente stiamo esplorando tutte le opzioni al fine di garantire la struttura più adeguata per lo sviluppo nel lungo termine di Lucchini». La recente decisione di acquistare dalla famiglia Lucchini il 20,2% della società salendo al 100%, si spiega, «darà a Severstal la massima flessibilità in termini di sviluppo di alternative strategiche per le attività future». «Il 2009 è stato un anno difficile per l’industria mondiale dell’acciaio, ma le azioni decisive che abbiamo intrapreso durante l’anno consentiranno al Gruppo di essere ben posizionati nel 2010» ha detto Alexei Mordashov, patron di Severstal.
«LA CRESCITA economica nei mercati emergenti e la graduale ripresa della domanda nei mercati più maturi sono in grado di migliorare le prospettive per il 2010» ha dichiarato. La Lucchini, ormai controllata al 100% dal gruppo russo Severstal, ha registrato nel 2009 un margine operativo lordo negativo per 203 milioni di dollari, (150 milioni di euro), rispetto a un Mol positivo per 403 milioni di dollari nel 2008. I ricavi si sono quasi dimezzati a 1.757 milioni di dollari, (3.989 milioni di dollari del 2008). Il gruppo russo ha chiuso il 2009 con perdite nette per 1.037 milioni di dollari dall’utile per 2.029 milioni segnato nel 2008. I ricavi si sono ridotti a 13.054 milioni, dai 22.393 del 2008.
m.p.



La demolizione dell’Altoforno sulla rivista «Patrimonio industriale»
— PIOMBINO —
LA CRISI industriale e i cambiamenti societari dello stabilimento siderurgico di Piombino, con i connessi problemi occupazionali si accompagnano anche ad un grave smantellamento culturale della storia industriale. Nell’ultimo numero della rivista “Patrimonio industriale”, pubblicata dall’associazione italiana per il patrimonio archeologico-industriale”, si parla anche di Piombino, dove è stata scelta la via della demolizione dell’Altoforno 1 (Afo1), uno dei più importanti pezzi della siderurgia moderna. «Tale scelta è avvenuta in maniera molto discutibile, con le istituzioni pubbliche che hanno assecondato la decisione aziendale privata, costringendo la stessa Aipai a passare in questo caso ad un modello cosiddetto di “patrimonializzazione immateriale”: non ci saranno più i beni ma ci sarà soltanto la memoria (se va bene); non più il monumento ma (forse) il museo».

   
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