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Giornata infernale e proteste per gli abitanti di Cotone e Poggetto - Il Tirreno Piombino

Autore: Sara Giusti Data pubblicazione: 30/07/2010
 

Assediati dalla polvere e dal puzzo
 
La Lucchini dà la colpa dei disagi al forte vento di scirocco La gente replica: «Basterebbe tenere bagnati i carbonili»  
 
FRANCESCA BARONE  

 PIOMBINO. Le tre del pomeriggio. Strade deserte, finestre sprangate e un’aria irrespirabile. Cotone e Poggetto offrono uno scenario da Far west. Il forte odore e lo spolverino nero provenienti dalla fabbrica invadono le vie delle due borgate. Unica soluzione, barricarsi in casa nonostante il caldo. Proprio come ha fatto Claudio Canduzzi. «Stamani ho passato un tovagliolo bianco sul tavolo - racconta Canduzzi - sopra ci è rimasta l’impronta nera della mia mano. Ed è stato inutile pulire e spazzare perchè lo spolverino si è subito ridepositato. Abbiamo dovuto chiudere tutto e accendere i ventilatori».
 Ieri, complice il vento di scirocco, la puzza è arrivata fino in centro, ma imboccando la strada che porta al Poggetto l’odore si faceva molto più forte tanto da dover alzare i vetri dell’auto.
 Anche i commercianti hanno accostato le porte delle loro attività. «Sono stata costretta a chiudermi in negozio - dice la titolare del negozio di abbigliamento “Scilla” - in alcuni momenti questa puzza prende la gola e ti leva il respiro».
 Ma è lo strato di polvere scura depositata su auto e tettoie che impressiona. «Il pavimento del negozio è nero come il carbone - dice la parrucchiera del Poggetto “Giovanna” - Era tanto tempo che non vedevo una cosa del genere. Se l’acciaieria mi manda qualcuno a pulire mi fa un piacere»!
 In molti ieri mattina hanno subito pensato ad un problema all’interno dello stabilimento. Invece, stando a quanto riferito dall’ufficio delle relazioni esterne della Lucchini, la colpa è da imputare solo al forte scirocco. In fabbrica non si sono verificati problemi, né alcun danno agli impianti.
 Sarebbe Eolo, dio dei venti, quindi, l’unico colpevole? Per qualcuno no. «Per evitare che lo scirocco ci faccia invadere dallo spolverino - commenta Canduzzi - i carbonili andrebbero bagnati, altrimenti in giornate come queste siamo costretti ad essere prigionieri in casa nostra».
 A controllare che ciò avvenga è stata delegata dal Comune l’Arpat. «Da alcune settimane ho attivato l’Arpat affinché svolga un’attività ispettiva sia sul rumore che sullo spolveramento - spiega l’assessore all’ambiente, Marco Chiarei - A breve dovrei avere i risultati. L’obiettivo di questa azione è andare a vedere se c’è un calo di attenzione da parte della Lucchini. L’ispezione è mirata proprio a verificare la bagnatura di tutti quanti i fossili. Per me questo è un punto minimo che va raggiunto».
 Nell’attesa di avere nuove risposte dall’indagine dell’Arpat, gli abitanti di Cotone e Poggetto, per ovviare al puzzo e allo spolverino, si rinchiudono nelle proprie abitazioni rifugiandosi davanti ad un ventilatore.
 Ma c’è anche chi, dopo anni vissuti nelle due borgate, ormai non ci fa più caso. Sono loro, gli irriducibili amanti della briscola che ogni pomeriggio si sfidano a suon di carte nella sala del Circolino Arci. «Siamo abituati a quest’aria, la respiriamo da una vita - commenta pacatamente un signore - Questa è una scena che si ripete da sempre e che non finirà mai».

   
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