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Lucchini, non vendere entro il mese di giugno costerebbe 500 milioni - Il Tirreno Piombino

Autore: Sara Giusti Data pubblicazione: 10/03/2010
 


 
Per rinegoziare i finanziamenti obbligatorio ricapitalizzare Lettera dei russi ai dipendenti: abbiamo obiettivi ambiziosi  
 
LUCA CENTINI /  

 
 PIOMBINO. «L’acquisto delle quote della famiglia Lucchini darà a Severstal la massima flessibilità in termini di sviluppo strategico delle attività». E’ la stessa multinazionale russa a commentare così la transazione finalizzata la scorsa settimana, con una nota sui risultati dell’esercizio per il 2009. Una visione ottimistica che tuttavia stride con i dati legati all’attività del 2009, che rendono bene l’idea di come l’anno della crisi abbia assestato un colpo pesante alla stabilità del colosso dell’acciaio, in particolare in Europa.
 Il gruppo Lucchini ha registrato una perdita di 203 milioni di dollari nel 2009 contro un utile di 403 milioni accumulato nel 2008, con ricavi più che dimezzati, da 3.989 a 1.757 milioni di dollari, rispetto all’anno precedente. Valori in linea con l’andamento complessivo del gruppo guidato da Mordashov che ha chiuso il 2009 con perdite nette per 1.037 milioni di dollari rispetto ai 2.029 milioni di utile accumulati nel 2008. «Il 2009 è stato un anno difficile per l’industria globale dell’acciaio - ha spiegato nella sua relazione lo stesso Alexej Mordashov - ma le azioni decisive che abbiamo intrapreso durante l’anno lasciano l’azienda ben posizionata per il 2010».
 Nel quarto trimestre Severstal ha avviato una lieve ripresa, accumulando un +12% di ricavi rispetto al trimestre precedente, anche se gli utili sono scesi dai 71 milioni del terzo trimestre ai -162 milioni del quarto, per i contraccolpi legati a operazioni su cambi, e voci fiscali.
 I dati emessi da Severstal evidenziano una leggera ripresa del Gruppo Lucchini nell’ultimo trimestre del 2009. La crescita delle attività europee è stata trainata principalmente dall’aumento del 45% dei volumi produttivi, che ha comportato il passaggio da una perdita di 83 milioni nel terzo trimestre a 9 milioni di utili nel quarto.
 Il rafforzamento del mercato europeo, secondo quanto sostenuto da Severstal, è stato alimentato da una strategia ad hoc. «Stiamo costantemente esplorando tutte le opzioni per assicurare la struttura più appropriata per lo sviluppo a lungo termine del Gruppo Lucchini». Un concetto ribadito dal Ceo di Severstal International, Sergei Kuznetzov, che ieri ha scritto una lettera ai dipendenti Lucchini per chiarire la decisione di acquistare il 20,2% delle quote ancora in mano alla famiglia bresciana. «Disporre del 100% delle azioni - ha scritto - garantisce la flessibilità necessaria a Severstal per sviluppare un piano di lungo periodo per l’azienda. Per il 2010 ci siamo prefissati obiettivi ambiziosi». La lettera ai dipendenti, arrivata dopo pochi giorni da quella di Giuseppe Lucchini, è stata affissa nella bacheca della fabbrica. «Ringrazio tutti i dipendenti per la pazienza, il duro lavoro quotidiano, che vogliamo sia sempre svolto in sicurezza, e per l’impegno personale che sono essenziali per difendere e rafforzare la posizione competitiva dell’azienda».
 Frasi tranquillizzanti che non corrispondono alla realtà dello stabilimento piombinese, sospeso in attesa di essere ceduto, senza un’idea chiara su chi siano i potenziali acquirenti. Un destino, quello della Lucchini, ancora in bilico per gli analisti che prevedono una rottura degli accordi finanziari, una volta che il bilancio aziendale sarà comunicato alle banche. A questo punto, come da prassi nei finanziamenti in pool finanziari, la potenziale inadempienza della Lucchini farebbe scattare un’analoga inadempienza a livello di Gruppo Severstal. Gli analisti sono convinti che Mordashov dovrà trovare soluzioni prima di allora.
 Rinegoziare il finanziamento comporterebbe per i russi gli oneri di una cospicua ricapitalizzazione, da sommare ai soldi da pagare a Lucchini e alla cifra necessaria alle esigenze industriali dell’azienda, per una spesa totale ipotizzata di circa 500 milioni. La seconda strada consiste nel trovare un acquirente prima che scattino le clausole sui finanziamenti, quindi entro giugno-luglio 2010. Ma trovare un acquirente industriale non è scontato, viste le difficoltà di un mercato segnato dall’eccesso della capacità produttiva. Proprio per questo l’ipotesi di ingresso di un partner strategico, non necessariamente industriale, potrebbe tornare utile a Severstal, che tuttavia rischierebbe di perdere la credibilità industriale del progetto.

 
Manifestazione dopodomani
 
 

   Manifestazione dopodomani
Sciopero Cgil per lo sviluppo

 Uno sciopero generale di tutte le categorie, con una manifestazione che partirà dal ponte delle acciaierie, largo Caduti sul lavoro, venerdì alle 9. I lavoratori Cgil incroceranno le braccia per quattro ore in nome del lavoro, di un fisco equo e dello sviluppo. «Il nostro territorio - si legge nel volantino della Cgil - è di fronte a un processo di riorganizzazione che coinvolge la Lucchini. Lottiamo per difendere l’occupazione, per un politica industriale che investa nelle produzioni di qualità e quantità e per chiedere un processo di sviluppo che coinvolga tutta la Val di Cornia».

   
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