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Lucchini, vendita lampo - La Naizone Piombino

Autore: Sara Giusti Data pubblicazione: 08/02/2010
 

— PIOMBINO —
PRIMA del 9 marzo la vendita delle azioni Lucchini potrebbe essere già cosa fatta. Venerdì è intanto arrivata da Severstal l’ufficializzazione della messa in vendita. Nulla di nuovo quindi sembrerebbe, solo l’ufficialità e la certezza che di qui a pochi giorni almeno il nome del possibile nuovo proprietario sarà fatto dalla dirigenza Lucchini alle organizzazioni sindacali. Però ad un’analisi più approfondita, si può anche ipotizzare che invece di aprile (mese dichiarato dalle organizzazioni sindacali entro il quale “questo processo dovrebbe concludersi”), l’intera operazione possa terminare entro i primi giorni di marzo. Il dossier è infatti in uno stato ben più avanzato di una semplice valutazione.
IN GERGO tecnico la direzione della Lucchini ai sindacati ha infatti detto che è avviata la “data room”, altro non è che appunto l’avvio di una transazione durante la quale il venditore o un’autorità rivelano una grande quantità di dati riservati, confidenziali inerenti al bene in vendita, agli interessati all’acquisto, per la cessione di un’azienda. Severstal inoltre ha già assegnato un mandato di advisor per la cessione a Deutsche Bank, e la partita sta vivendo un’accelerazione. Severstal è intenzionata a concentrare la propria attività verso la Russia e il Sud-Est asiatico e potrebbe cercare di fare il punto sulla cessione Lucchini quindi, già prima del 9 marzo, quando presenterà i risultati di un 2009 che si preannuncia fortemente appesantito dalla crisi globale. Tra i possibili acquirenti in queste settimane si è fatto il nome del gruppo siderurgico cinese Baosteel (sembra smentito dalla dirigenza Lucchini), ma a Piombino si crede anche all’ipotesi di una cordata tra i fondi internazionali del private equity. Sembrano invece esclusi per ora possibili acquirenti italiani, ma non è invece escluso un interessamento da parte di gruppi italiani.
LA PROSSIMA settimana dovrebbero arrivare notizie più certe sui possibili acquirenti. Intanto le organizzazioni sindacali chiedono solo, ai possibili nuovi compratori, il rispetto degli investimenti, dell’occupazione e dell’ambientale. Il gruppo siderurgico di Cherepovets, dell’oligarca russo Alexei Mordashov, era entrato in Lucchini 5 anni fa con una quota del 62% grazie a un aumento di capitale da 430 milioni di euro ed era poi salito al 75% acquistando le partecipazioni anche di altri azionisti. Il restante 25% era rimasto inizialmente nelle mani della famiglia Lucchini, scesa poi a poco più del 20% due anni fa con il riacquisto della Lucchini Sidermeccanica (oggi Lucchini Rs).
Maila Papi

   
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