Vengono dall’area di Bagnoli-Coroglio, l’Asiu congela il contratto PIOMBINO. Troppi idrocarburi policiclici aromatici. E’ sospeso l’arrivo dei fanghi di Bagnoli-Coroglio a Ischia di Crociano. In attesa dei risultati delle analisi sui campioni prelevati a fine febbraio e sulle urine dei lavoratori, è congelato il contratto per il trasferimento di 2.500 tonnellate complessive, tra Asiu e De Vizia, la spa incaricata della bonifica dell’area industriale campana. «Fanghi derivanti dal lavaggio di materiali di bonifica di Coroglio»: questa è la definizione del materiale finito sotto la lente dei tecnici di Arpat. Il presidente Asiu, Fulvio Murzi, tiene a precisare subito che quel materiale nulla ha a che vedere con i fanghi di Bagnoli per antonomasia, quelli della colmata, destinati alle vasche del porto. In assenza di risposte tranquillizzanti con le quali procedere alla sistemazione in discarica, i quantitativi già depositati a Ischia sono stati “segregati”. Il termine è questo. La spia rossa si è accesa quando il primo carico di 37 tonnellate, accompagnato da certificazioni di idoneità, ha raggiunto l’impianto Asiu. Le analisi di routine che l’azienda dispone autonomamente, ripetute su viaggi successivi, hanno evidenziato invece una presenza di Ipa pari, in un caso a 170 ppm, in un secondo a 250 ppm. Uno sforamento evidente del limite di legge, attestato a cento. Da qui, la decisione di investire Arpat e il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri. Entrambi i soggetti sono intervenuti per le loro competenze. Per una maggiore tranquillità, sono state anticipate le analisi ordinarie, ambientali e delle urine, sui lavoratori, affidate dal medico aziendale, che opera in convenzione con il servizio di medicina del lavoro Asl, ai laboratori Ecosanitas di Brescia. Sia in questo caso che per le indagini Arpat, gli esiti sono attesi a giorni. Fulvio Murzi esclude categoricamente che tra i suoi dipendenti si siano registrati malori provocati dal materiale.
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