MAURO ZUCCHELLI LIVORNO. Non esiste altra provincia da Bolzano a Siracusa in cui il 2010 sia cominciato con un boom di cassaintegrazione paragonabile a quello registrato a Livorno: unica eccezione Enna (che però non ha dati raffrontabili). Da 284mila ore autorizzate nel dicembre scorso si è balzati in un sol colpo al di sopra della soglia del milione. Più di tre volte e mezzo il dato del mese precedente. E’ la Uil nazionale a misurare la “febbre” della nostra economia con il termometro della cassaintegrazione: la fotografia salta fuori dal “13º Rapporto” firmato dal sindacato di Angeletti. I cassintegrati sono anche persone in carne e ossa: la Uil stima che in provincia di Livorno siano passati dai 1.674 di dicembre ai 5.953 di gennaio: oltre 4mila in più. Sono a Brescia, Varese e Verona sono aumentati di più, ma solo come numero: in percentuale nessuna realtà è raffrontabile al boom di cassintegrati che si è avuto qui da noi. Quel più 255,7% nella colonna della variazione percentuale racconta due cose: 1) c’è una capacità di calamitare ammortizzatori sociali, cioè di non lasciare del tutto per strada chi ha difficoltà di lavorare; 2) l’impennata è così forte che però fa ipotizzare un sistema produttivo quantomeno ammalato se non definitivamente in ginocchio. Per avere un termine di paragone: a Lucca è calata del 4,9%, a Pisa del 22,6%, a Firenze del 32,6%. Anche perché quel balzo record non è una cifra spot che salta fuori per capriccio statistico: già alla fine dell’estate 2008 “Il Tirreno” aveva segnalato una crescita mai così forte delle ore di cassaintegrazione, sottolineando che non era solo il caso ex Delphi a gonfiare il dato. Il bis nel primo trimestre dello scorso anno sulla base di uno studio pubblicato dal “Sole 24 Ore”: noi la maglia nera in Toscana per cassaintegrazione (e al 12º posto in Italia fra le province che ne hanno di più). Il dossier Uil indica che la cassaintegrazione ordinaria è aumentata al galoppo il mese scorso: quasi sei volte rispetto a 30 giorni prima. E su base annua? Le ore di “Cig” ordinaria sono aumentate di qualcosa come il 68mila per cento. |