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Crociere choc, 41 navi in fuga a La Spezia - Il Tirreno Livorno

Autore: Sara Giusti Data pubblicazione: 13/03/2013
 


 
Schiaffo a Livorno nell’unico settore che ancora tira sulle banchine. Authority e Porto 2000: recupereremo, ecco come
 
 
 
 
di Mauro Zucchelli wLIVORNO Lo tsunami alla fin fine è arrivato, ma Grillo non c’entra: riguarda le banchine. Anzi, le crociere. Tradotto: una fetta non trascurabile del futuro del porto. E, detto per inciso, di quel nuovo modello di sviluppo più orientato al turismo che ha avuto un (implicito) varo definitivo con l’altolà all’arrivo del relitto della Concordia. Il gigante Royal Caribbean ha modificato la rotta di oltre un terzo delle 85 navi da crociera delle quali finora era annunciato quest’anno l’arrivo a Livorno: 33 se ne andranno a La Spezia. Non basta: qualcosa del genere vale, sempre quest’anno per più della metà delle love boat di Costa. La tappa livornese figurava nei programmi di 15 crociere: adesso otto hanno fatto la valigia e preferito andarsene altrove. E sul sito web... Del resto, già adesso la Royal Caribbean mette nelle prenotazioni on-line il porto di La Spezia (come scalo per le escursioni a Pisa e Firenze): lo fa, ad esempio, per le crociere a bordo della Liberty of the Seas in partenza da fine aprile, ma anche per qualche data a bordo della Adventure of the Seas. La mazzata per Livorno arriva proprio nel giorno in cui le grandi compagnie delle crociere brindano per il superamento dell’”effetto Concordia”. La riprova? Su scala nazionale l’”industria” italiana delle love boat ha prodotto più passeggeri (superando la soglia degli 11 milioni di vacanzieri, con una crescita del 2%); più toccate-nave (poco meno di 5mila, 52 in più rispetto all’anno scorso); più armatori (56 invece dei 47 di dodici mesi prima). E poi qualche segnale-simbolo: il ritorno della Disney nel Mediterraneo, la seconda nave della Carnival. Boom per tutti, tranne noi. Al Seatrade di Miami, l’appuntamento-clou della programmazione, è un trionfo di ottimismo per gli altri scali made in Italy che hanno puntato sulle love boat. Tutti, eccezion fatta per Livorno e Napoli: colpa della difficoltà di garantire in modo assoluto l’ormeggio (e se i guai di Livorno hanno fatto crescere La Spezia, quelli di Napoli hanno messo fieno in cascina a Salerno). La conferma arriva dall’Authority e dalla Porto di Livorno 2000, la controllata che ha in gestione il porto passeggeri. Anzi, Roberto Piccini, numero uno della Porto 2000, segnala che Royal Caribbean ha cancellato anche 29 arrivi nel 2014 mentre la Costa dovrebbe portare altrove non le navi in precedenza posizionate su Livorno ma parte della nuova flotta. La previsione choc. Ma dal quartier generale di Palazzo Rosciano si respinge al mittente la previsione catastrofica messa giù da Cemar per Livorno relativamente al 2013: un tonfo del 18% tornando ben al di sotto della soglia-simbolo del milione di croceristi. Quanto basta a farci ruzzolare giù al sesto posto, almeno negli scenari ipotizzati: una batosta, se è vero che lo scorso anno, al contrario, avevamo dato l’assalto al cielo sorpassando Genova per finire al quarto posto. Alle spalle di Napoli e Venezia, oltre che di Civitavecchia che “vende” Roma. Perdere il 18% significherebbe lasciar sul terreno praticamente un crocerista su cinque: un crollo che varrebbe quasi 188mila turisti in meno. Troppo, giurano sia a Palazzo Rosciano che dagli uffici al terminal crociere. La loro speranza si aggrappa ad un’altra previsione che circola fra gli addetti ai lavori, quella dell’Osservatorio di Risposte Turismo, il network guidato dal prof. Francesco Di Cesare (università di Venezia). Anche lui dà Livorno in calo, ma solo a metà: giù del 3,6% il numero di turisti, in crescita di altrettanto il numero delle toccate. Il gigante “Liberty”. In realtà, le 41 navi trasferite a La Spezia da Royal Caribbean e Costa rappresentano grossomodo l’8% della media di quasi mezzo migliaio di arrivi annui. Anche se in mare ci sono “nani” e ci sono”giganti”: e la Liberty of the Seas è una “città galleggiante” lunga 334 metri con oltre 4mila turisti a bordo... Ma l’Authority e la Porto di Livorno 2000, la sberla l’hanno capita o pensano di far finta di niente? È comprensibile che Gallanti, più che di schiaffo, preferisca parlare di «forte stimolo ad agire». Anche perché ormai si è voltato pagina e non è più vero che le crociere – uno dei pochissimi settori finora in crescita in mezzo a statistiche col segno “meno” quasi ovunque – camminino col vento in poppa di per sé. Non è vero che Livorno continuerà a vendere la Toscana solo perché Firenze e Pisa non sono raggiungibili in 60-70 minuti di pullman da nessun altro porto. Marina di Carrara ha in progetto di atterzzare un terminal crociere e al Seatrade La Spezia vendeva il sogno di un nuovo molo dedicato alle crociere nel 2017: resta da capire se sia già nel Prg portuale e se poi lo faranno davvero, ma intanto si presentano con quel biglietto da visita. Anche se La Spezia ha per ora un traffico di 50mila passeggeri all’anno, cioè è una pulce rispetto a Livorno che fa un milione di croceristi e 1,7 milioni di passeggeri sui traghetti. Lo scossone. Un «forte stimolo» a far che? «A far decollare davvero quel che abbiamo deciso nel Prg», dice Gallanti. Ma per farlo c’è bisogno di spostare le attività dedicate a rinfuse e cellulosa. Siamo però di nuovo al tira e molla che va avanti da mesi e mesi: serve a poco rimpiangere che l’Authority di La Spezia non abbia trovato molti ostacoli nel farsi dare il terminal da Speter mentre a Livorno la Compagnia e Gallanti se le sono date di santa ragione. Il Tco potrà traslocare quando avrà i nuovi spazi alla radice della Sponda Est: a che punto è il trasloco? «È in corso – replica Gallanti – la procedura per avere dall’Agenzia del Territorio la stima del prezzo da pagare a Spil e Compagnia portuale per acquisire le aree. Ho appena firmato l’impegnativa». E la cellulosa al Molo Italia? «Stiamo per affidare il dragaggio del lato nord e siamo in attesa dei disegni per fare i magazzini Mk». Da aggiungere che ci sarà pure «da risagomare un po’ la Calata Orlando». Insomma: pronti «entro il 2014». E quest’estate? «Faremo l’impossibile per evitare guai».

Ora servono decisioni, non convegni

di GIANFRANCO LAMBERTI La notizia, che la stampa ligure accoglie con grande entusiasmo, che un bel numero di navi da crociera che propongono escursioni a Pisa ed a Firenze verranno trasferite da Livorno alla Spezia, già a partire da questo anno, non fa che confermare le preoccupazioni che da tempo manifestiamo sulla incapacità, nel nostro scalo, di dare soluzioni tempestive a questioni dibattute fino alla noia. Perdendo occasioni e competitività. In questo caso si tratta di 33 scali su 85 per la Royal Caribbean e di 8 su 15 per la Costa Crociere, una bella percentuale. Ma tutti sanno il motivo,lo spiegano anche in Liguria: senza una banchina dedicata, dicono, Livorno non va lontano. E mentre nei fatti la porta a mare della Toscana si sta trasferendo un po’ alla volta in Liguria, uno stand cerca giustamente, a Miami , di accrescere l'interesse delle grandi compagnie delle crociere verso Livorno, francamente una beffa. Incassiamo l'entusiasmo giustificato in chi guida l'Autothority spezzina, mentre il presidente livornese dichiara, papale papale, che nessuno lo aveva informato del progetto delle crociere in atto alla Spezia! Ed allora è chiaro che non abbiamo bisogno di convegni spot e repliche piccate, ma di concreti e verificabili crono-programmi, oltre che di grande e quotidiana operosità di chi guida il nostro scalo. Atti precisi e decisioni tempestive da chi deve prenderle. Senza giocare a scaricabarile con nessuno. Riporteremo queste questioni in Consiglio, chiedendo per l'ennesima volta impegni precisi e scadenze. Altrimenti alla fine ci troveremo solo a contare i numeri che non tornano e le navi perdute su tutti i fronti, tra un convegno e l'altro. (Gianfranco Lamberti è consigliere comunale della lista Confronto)

Quante avvisaglie anche nel 2012 da record
 
DIETRO LA MAZZATA
 
 
 
 
Lo scorso anno non sono mancate le avvisaglie dei guai. A cominciare da primavera: prima ancora di debuttare a Livorno, il colosso Msc decide che il prima possibile avrebbe fatto la valigia. Poi a giugno si evita in extremis (ma costringendolo a tornare indietro) che il viaggio inaugurale della Carnival Breeze salti la tappa livornese; a settembre la Serenade of the Seas viene spedita all'ultimo tuffo all'Alto Fondale. E due mesi prima la Liberty of the Seas deve andarsene a La Spezia perché qui non c'è posto: guardacaso, proprio la nave ora portata via da Livorno. In ottobre, il giorno prima del conclave in Fortezza Vecchia con i big delle crociere, l'Authority con un diktat aveva ribaltato il diritto di precedenza e messo all'Alto Fondale la Norwegian Epic e la Celebricty Solstice anziché un cargo di cellulosa. Una inversione poi definita in modo stabile, non senza un mare di polemiche con la Compagnia portuale.

   
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