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Contship lascia, arrivano i genovesi - Il Tirreno Livorno

Autore: Sara Giusti Data pubblicazione: 30/07/2010
 

Terremoto alla Tdt: i portuali rilevano il 50% tedesco per girarlo a un nuovo partner  
 
CRISTIANO MEONI  

 LIVORNO. Dopo cinque mesi di scontro si è risolta con una separazione consensuale l’alleanza tra Compagnia Portuale e Conthsip, azionisti al 50% della Tdt, il più grande terminal. Ed è una svolta storica, che mette fine all’unica alleanza di respiro internazionale del porto. Come anticipato, la Compagnia rileverà tutta la società, liquidando la multinazionale tedesca con 20 milioni di euro.
 Ma, siccome non è pensabile che i portuali scucino 20 milioni - data la loro situazione finanziaria - è pressochè certo che a Contship subentrerà un partner: «un gruppo di livello internazionale», come ha ammesso il presidente della Compagnia Portuale Raugei, che le voci provenienti da Genova identificano nell’alleanza tra la genovese Finsea e la multinazionale di Singapore Psa, che già gestiscono insieme i due terminal contenitori di Genova (Sech e Vte). Negri appare molto determinato a sbarcare a Livorno mentre Psa potrebbe entrare ma solo in un secondo tempo.
 Una separazione consensuale, dunque, mette fine a nove anni di matrimonio. Mercoledì pomeriggio, nella villa vicino all’aeroporto di Malpensa requisita da Contship per la ritualità dei consigli d’amministrazione delle società partecipate in Italia, il presidente della Compagnia Portuale Enzo Raugei e quello di Eurokai Thomas Eckelmann hanno verificato che non c’erano più margini di ricucitura.
 La delegazione di Contship, formata da Eckelmann, Battistello e dal presidente di Contship Italia Ravano, ha chiesto di poter governare il terminal livornese senza dover sottostare più ad alcuna condizione. E di poter gestire autonomamente anche la politica commerciale, che è poi il cuore dell’attività: magari - come ha proposto Cecilia Battistello - affiancando una struttura operativa al presidente Boccone. Nella sostanza, durante il vertice a Villa Malpensa, Contship ha riproposto - sotto altre forme - quella estensione delle deleghe dell’amministratore delegato Martini, manager di Contship, che era già stata respinta dai portuali.
 Da parte loro, i rappresentanti della Compagnia Portuale (il presidente Raugei e i consiglieri d’amministrazione Dalli e Boccone) hanno ribadito che non intendevano cedere niente dei loro poteri. E che, non essendoci accordo, la Compagnia comprerà il 100% della società, esercitando l’opzione prevista dai patti parasociali. Esito che, alla fine, è stato accettato dalla multinazionale tedesca.
 Entro sessanta giorni il 50 per cento delle quote dovrà passare da Contship a Compagnia Portuale. Ma i portuali puntano a fare prima. Ieri mattina Raugei, nell’assemblea informativa con i soci, ha detto che la Compagnia ha la copertura finanziaria per riscattare le quote, dopodichè non ha nascosto che si sta cercando un nuovo partner che, per massa critica e proiezione mondiale, possa rimpiazzare Contship. Le manifestazioni di interesse arrivate al Palazzo del Portuale sarebbero «diverse» secondo Raugei. Si sarebbe fatta avanti, tra l’altro, pure una cordata livornese. Ma in pole position c’è quella incarnata dall’armatore genovese Luigi Negri, uno dei big sotto la Lanterna. E non è difficile intravedere dietro la sua sagoma quella imponente di Psa, la multinazionale di Singapore con cui Negri è in affari a Genova e a Voltri e che già dieci anni fa aveva tentato di entrare in Darsena Toscana.
 
«Non eravamo d’accordo, giusto separarsi»  
 
Il console Raugei: abbiamo diverse offerte ma per ora non facciamo nomi  
 
 
 LIVORNO. «Volevano che diventassimo solo un socio finanziario, a cui si rende conto alla fine dell’esercizio, su questa visione non ci siamo trovati d’accordo ed è stato bene che finisse con una separazione. Noi vogliamo partecipare alla gestione del terminal». Enzo Raugei, presidente della Compagnia Portuale, è provato dal tour de force: rientrato da Malpensa, mercoledì sera, ha riunito il consiglio della Compagnia fino alle due di notte. Poi ieri mattina ha riferito ai soci nell’assemblea convocata in fretta e furia. Subito dopo un incontro con il professor Bologna e poi decine di telefonate: anche se sembra finita, il difficile comincia adesso. «Da parte nostra c’è stata la massima disponibilità per ricercare un’intesa possibile, attraverso il governo di un processo che può essere apparso anche lento, ma che alla luce della posta in gioco meritava il tempo che gli è stato dedicato». Ora si apre una fase delicata, da separati in casa: «I soci hanno comunque confermato la volontà di gestire il terminal, nella delicata fase intermedia, con completo rispetto dei rapporti tra le parti e dei ruoli oggi presenti nel terminal, al fine di non far risentire nessun condizionamento negativo all’attività della società». Quanto al nuovo partner, «abbiamo diverse offerte ma per il momento preferiamo non parlarne».
 
Chi vince e chi no  
 
Ora un alleato all’altezza  
 
 
 Ha perso Golia. Contship non ha capito che, con il licenziamento di Monica Bellandi, ha ingaggiato un duello non tanto con la Compagnia Portuale ma con la città. E la guerriglia quotidiana ha finito per logorare il più forte sulla carta. Grave miopia politica per chi, come Marcucci, è cresciuto a Livorno.
 Ma Davide non ha ancora vinto del tutto la guerra su chi comanda nel porto. La Compagnia ha confermato che mantiene una centralità che probabilmente è fuori dal tempo. Bisogna però vedere se riuscirà ad avere un nuovo partner e chi sarà. Con l’addio di Contship viene meno l’aggancio al mondo, alle sue dinamiche, e può farsi strada il miraggio di un ritorno a una dimensione autarchica. Se il nuovo socio non fosse all’altezza del vecchio, sarebbe una grave perdita per il porto. Viceversa, Livorno avrà margini di crescita, senza più il tappo di Spezia - porto Contship al 100% - a limitarne lo sviluppo. Genova può essere la scarpa giusta per il piede di Tdt, perchè i due porti guardano a bacini diversi e sono complementari. (c.m.)

   
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