PORTOFERRAIO Prove di dialogo tra categorie economiche e Unione dei Comuni per evitare che esploda la guerra contro i bollettini del contributo di bonifica. Se albergatori, operatori turistici e commercianti credevano di riuscire a convincere l’ente a fare un passo indietro non ci sono riusciti. Ma un obbiettivo è stato raggiunto: aprire un fronte di dialogo con la Regione. Modificare i criteri di applicazione del contributo. Un iter normativo nel quale il presidente dell’Unione, Claudio Della Lucia, intende coinvolgere cittadini e imprenditori elbani. «Le cose non andranno a cambiare in maniera sostanziale - spiega Della Lucia - ma almeno tutti potranno essere informati di criteri e procedure. In effetti quello che è mancato sul fronte del contributo di bonifica è proprio un’adeguata comunicazione. Dopo l’incontro che abbiamo avuto con le categorie speriamo di poter invertire questa tendenza». Un auspicio che non esclude la volontà, da parte di alcuni operatori economici del territorio, di procedere a ricorsi collettivi contro quello che viene definito un ingiusto balzello. «Comprendo le perplessità di alcuni cittadini - spiega Della Lucia - ma mi preme sottolineare che l’Unione, in quanto ente che si occupa del comprensorio di bonifica e della manutenzione di fossi e canali, ha uno specifico obbligo di legge in proposito. Le norme regionali risalgono al 1994: l’ente è chiamato a richiedere il contributo finanziare la manutenzione programmata su base triennale in relazione alle priorità indicate anche dai Comuni e connesse a criteri di salvaguardia». Insomma sul pagare o meno il contributo ci sarebbe poco da discutere. Sul quanto, invece, le cose potrebbero cambiare con al ridefinizione dei criteri di calcolo del contributo alla quale sta lavorando la Regione per uniformare - da questo punto di vista - l’intero territorio toscano. E in questa prospettiva l’Unione - tramite la Conferenza dei sindaci - ha predisposto la creazione di un fondo di compensazione «per riequilibrare i contributi pagati dai cittadini - continua Della Lucia - nel caso in cui qualcuno abbiamo pagato troppo in passato. Alla luce delle perplessità espresse dai cittadini - conclude Della Lucia - l’ente si è limitato a inviare fino ad oggi avvisi bonari e non cartelle esattoriali. Il calcolo dei contributi si basa sui dati castali che potrebbero essere sbagliati o non aggiornati. Ciò detto il nostro obbiettivo è quello di lavorare su questo fronte nel modo più condiviso possibile». |