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«Così l’Asa minaccia le piccole imprese» - Il Tirreno Livorno

Autore: Sara Giusti Data pubblicazione: 10/03/2010
 

Vaccaro (Pdl) all’attacco 
 
LUCA DAL CANTO  

 
 LIVORNO. «Alcuni episodi che coinvolgono, loro malgrado, alcune piccole e medie imprese livornesi, hanno del grottesco e del paradossale». Così Costanza Vaccaro, capogruppo Pdl in Provincia, ha denunciato l’atteggiamento minaccioso che, per alcuni imprenditori locali, l’Asa sta manifestando nei loro confronti.
 Segreto assoluto sui nomi, ma Vaccaro cita il caso di una palestra alla quale, dopo aver scoperto non senza ritardi da parte di Asa il guasto al contatore, prima è stata interrotta l’erogazione dell’acqua, senza avviso e nel pieno delle sue attività, e successivamente è stata richiesta una bolletta di oltre 4mila euro sulla base di un consumo stimato dalla stessa Asa. «Abbiamo tutta la documentazione, ci basiamo su informazioni e dati certi - dice Vaccaro - la somma richiesta è salita presto alla paradossale e ingiustificata cifra di 27.055,47 euro per non meglio definiti consumi maturati. Ma non è finita qui: una volta pagato, i responsabili della palestra si sono visti arrivare in ottobre 2009 una nuova fattura di 3.323,13 euro, ridotta improvvisamente, dopo l’intervento dei legali, a circa 400 euro».
 Secondo l’esponente del Pdl, questo atteggiamento di Asa è ambiguo e fa pensare ad un comportamento poco corretto nei confronti dei propri clienti, già vessati dalla crisi economica. «Chiediamo a tutti coloro che hanno riscontrato anomalie ed ambiguità nel servizio Asa di denunciare l’accaduto - dice Vaccaro - le piccole e medie imprese alimentano l’economia e vanno tutelate specialmente in un periodo come questo».

   
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