— LIVORNO — SONO ESASPERATI, non ce la fanno più. E ieri mattina erano pronti ad incatenarsi in Comune — avevano già le catene in macchina — se l’intervento dei responsabili della ditta non li avesse riportati alla ragione. I dipendenti Bellabarba ieri mattina sono esplosi perché le continue pressioni del comitato stanno facendo presa non solo sull’esito del loro lavoro ma anche, e soprattutto, sulla loro salute psicofisica. La mattinata era iniziata sotto i peggiori auspici in via del Limoncino. Da una parte i dipendenti della ditta Bellabarba alzati di buonora per recarsi a lavoro, dall’altra i frontisti pronti a bloccare la strada — che loro dicono essere «privata» — ai camion. Risultato: sfiorato lo scontro fisico. E, per evitare che davvero in questa vicenda degli equivoci si passasse dalle parole alle mani, i responsabili della ditta si sono rivolti al sindacato. «Non ce la fanno più — dice Fabio Verdiani della Uil — ma con grande senso di responsabilità hanno cercato ed ottenuto un incontro con gli amministratori». Il sindaco Cosimi era fuori città, a Firenze, ma una delegazione di lavoratori Bellabarba ha trovato le porte aperte di Palazzo Granducale — dove era in corso il consiglio provinciale — e sono riusciti a strappare il presidente Giorgio Kutufà dal dibattito sul bilancio. Ricevuti in sala giunta, insieme al vicesindaco Cristiano Toncelli ed al sindacalista Verdiani, i lavoratori hanno mostrato tutta la loro preoccupazione per una situazione grottesca che sembra sfuggire a qualsiasi controllo. «Avevo chiesto al prefetto che convocasse il comitato per l’ordine pubblico. In questi giorni il prefetto è in ferie ma la riunione è stata fissata per lunedì prossimo, 2 maggio alle 11. I lavoratori sono esasperati ed io ancora una volta faccio un appello al senso di responsabilità di tutti in attesa della determinazione della magistratura attesa per il 12 maggio». L’appello rivolto ai lavoratori, ma anche ai membri del comitato che ieri mattina, dopo il pugno duro delal Questura che la permesso ai camion di riprendere la marcia, camminavano sul ciglio della strada del Limoncino affiancati ai mezzi pesanti che cercavano di guadagnare la strada. Con immenso pericolo per i pedoni soprattutto quando, in discesa, i mezzi sono carichi e quindi anche le operazioni di frenata sono estremamente più difficili. «LA SITUAZIONE non può andare avanti così — ha aggiunto il vicesindaco Toncelli — avevo cercato un accordo per arrivare al 12 maggio ma è saltato. C’è la necessità di tutelare i punti di vista di ciascuno ma questa vicenda deve ritrovare una bussola. La riunione di lunedì prossimo in prefettura è fondamentale: fa capire che l’indice di attenzione si è alzato e che non solo le amministrazioni locali, Comune e Provincia, sono interessate a trovare un equilibrio». L’obiettivo è superare la giornata di oggi, l’ultima lavorativa prima della riunione del 2 maggio. E non sarà facile perché basta poco, dopo così tante settimane di contrasto, a far innescare la miccia. «L’esasperazione è alle stelle - chiude Verdiani — e si rischia davvero di degenerare in una guerriglia urbana davanti alla Repubblica del Limoncino». Le tensioni non accennano a stemperarsi. La parola ora spetta al prefetto ed al comitato di ordine pubblico che dovrà prendere una decisione drastica per la convivenza dei camion e dei frontisti su questa strada che si sta trasformando in una vera e propria «buccia di banana». Michela Berti |