IL TIRRENO - PIOMBINO
Scoperto un buco milionario dello studio di consulenza di Riccardo Donati
VENTURINA. All’inizio solo la protesta di qualche cliente che si era visto arrivare la richiesta di pagamento di un’imposta che credeva saldata. Poi, dopo mesi di indagini della Finanza, si è aperta la voragine. Ora sono almeno 300 le aziende nei guai, ciascuna con decine di migliaia di euro da restituire per Iva, Irap, Irpef non versate dal proprio consulente. Un terremoto che sta mettendo in crisi attività di tutta la zona, tanto era estesta l’attività di Riccardo Donati. Accomandatario di uno studio associato di consulenza fiscale, Donati è personaggio notissimo per essere stato per molti anni presidente del Venturina calcio, che portò alle “glorie” della serie D. Per mesi gli uomini delle fiamme gialle sono entrati ed usciti dallo studio Donati, in una piazzetta dietro via Indipendenza, passando al setaccio e sequestrando documenti. Ancora, tuttavia, non si è riusciti a capire l’estensione del “buco”. Sicuramente alcuni milioni. C’è chi si ferma a tre e chi ritiene - come alcuni dei suoi clienti - che alla fine delle indagini si possa arrivare anche a 7-10 milioni. Sull’indagine la guardia di finanza mantiene lo stretto riserbo, anche se le auto blu e gialle non sono certo passate inosservate in un piccolo paese come Venturina. Ma ieri sera anche un fatto nuovo. Oltre un centinaio di clienti danneggiati si sono riuniti nella sala della Cevalco a Venturina per costituire un comitato. Il tentativo di fare sponda comune, di fronte allo scossone subito dalle loro aziende, con le istituzioni, banche, Agenzia delle entrate, esattorie. Molti di loro si sono ovviamente rivolti da tempo a un legale, alcuni hanno presentato denuncia altri lo stanno facendo. Dei clienti dello studio Donati, l’avvocato Giovanni Marconi di Venturina ne difende quasi un centinaio. Che cosa è successo? «Il consulente ometteva di versare i pagamenti di imposte varie - spiega il legale - Se poi al cliente arrivava una cartella esattoriale, sosteneva che si trattava di un errore. In diversi casi si faceva firmare una delega per sistemare la vicenda, concordando una rateizzazione. A questo punto le successive cartelle arrivavano allo studio e il cliente non sapeva più nulla dello stato dei suoi pagamenti. In altri casi, invece, le dichiarazioni erano compensate con crediti inesistenti». Un meccanismo che confermano decine di clienti dello studio Donati, che già qualche giorno fa si erano dati appuntamento al centro Agape di Venturina. «Eravamo un centinaio - dice uno di loro - Ci siamo guardati in faccia ed abbiamo scoperto le carte. Ci sono aziende, e non sono poche, alle quali la Gerit (l’agenzia esattoriale) ha chiesto di pagare anche 400-450mila euro. I più fortunati hanno scoperto di avere un debito col fisco o con l’Inps di qualche decina di migliaia di euro». Come è possibile che nessuno si sia mai accorto di nulla prima dell’esplosione della “bolla”? I controlli dell’Agenzia delle entrate non sono ovviamente immediati, a volte i riscontri arrivano anche dopo anni. E la situazione per lo studio Donati è precipitata quando a pagare ciò che credevano di aver già saldato, sono stati i clienti. Ma sembra che la situazione venga da lontano, almeno dal 2002, per arrivare a superare gli argini nel 2005. «Non esiste al momento alcuna azione penale - dice l’avvocato Paolo Cotza di Cecina, al quale si è rivolto Riccardo Donati per la sua difesa - Quando l’estate scorsa il consulente si è rivolto a me, gli ho dato solo il consiglio di valutare quanto fosse grave la situazione, facendo i conti caso per caso. C’era da parte sua la volontà di porre rimedio alla situazione». Come? Tutti si chiedono, ma nessuno al momento sa, dove siano andati a finire tanti soldi e, soprattutto, a prevalere è lo smarrimento sulle possibilità di recuperarli. (g.p.) |