— LIVORNO — «SE DIVENTA quasi retorica ricordare le potenzialità del nostro territorio provinciale a partire da portualità, economia del mare , industria, la vera svolta che dovrebbe far scattare realmente tutto il nostro sistema e soprattutto attirare verso di noi nuovi interessi e investimenti ed emarginerebbe i nostri giustificati ma inutili lamenti per l’indifferenza delle politiche regionali rispetto alla costa, potrebbe essere rappresentata dall’idea di mettere insieme una proposta per un polo energetico provinciale». Lo dice il numero uno provinciale Cisl, Giovanni Pardini. «Se da una parte è ormai un dato acquisito che la tecnologia ci aiuta nel rendere compatibili sviluppo e ambiente, avremo un futuro occupazionale duraturo, evoluto sul fronte professionale, se sapremo delineare uno scenario legato alle prospettive del costo e della qualità energetica in tutte le sue possibili forme». «A Livorno — dice — abbiamo la possibilità di diventare un’area dell’energia, utilizzando le diverse entità economiche presenti a partire dal rigassificatore a Livorno, alla possibilità di averne un altro all’interno di un progetto industriale più vasto a Rosignano, che deve essere valutato non solo per i benefici rivolti a questa area , a nostro avviso, per tutta la provincia, Val di Cornia compresa». «ABBIAMO anche Enel con le due centrali da convertire e possiamo anzi dobbiamo discutere come. Poi c’è Eni con la sua raffineria. La grande azienda italiana di idrocarburi sta investendo nella ricerca e sulle rinnovabili, solare, biocarburanti ed altro. E fa riferimento all’area della provincia di Livorno che potrebbe diventare punto di riferimento oltre che per la raffinazione,per la sperimentazioni di nuovi progetti legati alle fonti rinnovabili in un percorso di evoluzione in cui inserire anche la termovalorizzazione dei rifiuti». «Mettendo insieme tutte queste opportunità potremmo diventare ‘un polmone’ energetico incredibile ed un’area di una importanza strategica per la Toscana ed oltre, traendo benefici diretti per cittadini, imprese e mondo del lavoro». «Ci sono difficoltà, anche ideologiche, che dovrebbero essere superate da un’idea evoluta di sviluppo compatibile. Intanto a breve sarà presentato il nuovo piano industriale di Eni per Livorno. Ma una cosa è certa: dovremo pur organizzare una sede per mettere insieme una proposta alternativa a quella di Eni per la rafineria e noi siamo disponibili. Se perderemo altro tempo sfumerà l’occasione, confermando l’alibi di chi ha già deciso di guardare altrove». Intanto a breve il presidente della Provincia Kutufà convocherà a breve i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil per fare il punto della situazione alla luce delle ipotesi di ridimensionamento del numero delle raffinerie in Italia. «Eni a Livorno ha chiuso il 2009 con meno perdite che altrovre, non è la pecora nera del gregge» . A livello nazionale Eni ha perso circa 500 milioni sulla raffinazione. «Solo» 30 a Livorno. |